Diario Newyorkese /12

Ho scritto su FB un messaggio inequivocabile: «Ok, sto per andare a fare spinning tipo con Madonna, Alec Baldwin e Taylor Swift. Seguiranno aggiornamenti (EDIT dai commenti: Il NYT mi suggerisce anche «Lena Dunham, Harry Styles of One Direction, Oprah Winfrey». Picciò, Harry Styles of One Direction, mica cazzi e mazzi)». In metro, ripasso mentalmente le ultime settimane. Per il compleanno, sapendo che facevo spinning in Italia, degli amici a NY mi hanno regalato una lezione in una di ‘ste super palestre frequentatissime dai vips, così per non sfigurare davanti alle icone del pop e dello showbiz, e per non [...]

2017-01-26T19:23:05+00:00 18/05/2015|Diario Newyorkese, Post|

Diario Newyorkese /11

Brighton Beach è proprio come me l’avevano descritta: piena di russi, con insegne in cirillico, pietanze russe vendute a bordo strada, dialoghi in russo. Mi dirigo verso l’Oceano, per raggiungere dalla spiaggia Coney Island. Lou Reed rivendicava con orgoglio la propria appartenenza a questi luoghi e cantò in più dischi la relazione consumata qui con la travestita RachelTommy, metà messicana e metà indiana, sua musa e compagna nella metà degli anni settanta. La giornata è fredda, il mio venticinque aprile è passato qui, in questo tratto di sabbia tra oceano e palazzoni, dove persone portano a spasso i cani, genitori [...]

2017-01-26T19:23:05+00:00 27/04/2015|Diario Newyorkese, Post|

Diario Newyorkese /10

– «Mi spiace, è stato un inverno rigidissimo». Lo dice come se fosse dipeso in qualche modo da lui, come quando qualcuno era a Palermo e pioveva e io mi sentivo in qualche modo responsabile del clima della mia città. – «Forse è stato il peggiore inverno che io abbia mai visto qui, assieme a quello dello scorso anno», aggiunge. Lui è newyorkese d’adozione, venuto a lavorare qui, come quasi tutti, eppure il senso di appartenenza lo porta a identificarsi con la città. «I’m a newyorker», potrebbe dire e avrebbe pienamente senso, visto che la città è questo coacervo di [...]

2017-01-26T19:23:05+00:00 14/04/2015|Diario Newyorkese, Post|

Diario Newyorkese /9

Martedì, 20 gennaio 2015 Siamo stati a vedere l’NBA, i Brooklyn Nets contro gli Houston Rockets. La partita è un evento, il pubblico affluisce a poco a poco, il palazzetto a pianta ovale è un tripudio di ristorantini, di cibo take away, di birre e negozi sportivi. Il tabellone luminoso sopra il parquet scandisce il tempo che manca all’inizio dell’incontro e di colpo tutti i posti vengono riempiti. Quello che accade è frenetico, succede sempre qualcosa: viene cantato l’inno (e via il cappello e tutti in piedi, mano sul cuore), poi comincia la partita e nelle sospensioni del gioco, per [...]

2017-01-26T19:23:05+00:00 21/01/2015|Diario Newyorkese|